Premessa
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Negli ultimi 150 anni di storia, in Italia si sono succedute due costituzioni: lo Statuto Albertino, assunto dal 1861 come carta fondamentale del Regno d'Italia, e la Costituzione repubblicana, tuttora vigente, entrata in vigore il primo gennaio 1948. Diverse sono per origine, natura e finalità: lo Statuto è stato concesso da Carlo Alberto nel 1848; la Costituzione è stata elaborata e approvata da una Costituente eletta a suffragio universale dal popolo che, contestualmente, si è espresso a favore della Repubblica. Il primo era breve e flessibile; la seconda è analitica e rigida, cioè garantita sia da una procedura aggravata per la sua revisione sia dal controllo della costituzionalità delle leggi affidato alla Corte costituzionale. Lo Statuto, breve e flessibile, nel corso degli anni e nel passaggio da un regime pandemocratico a uno totalitario, è stato trasformato, se non addirittura manipolato; basta pensare, a questo proposito, alla diarchia tra il capo del governo e il Re attuata durante il regime fascista. La Costituzione repubblicana, invece, è garantita nella sua "integrità" sia da una rigida procedura di revisione sia dal controllo della costituzionalità delle leggi affidato alla Corte costituzionale.
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