Antifascismo
Ci si può riferire all'antifascismo come a una categoria politica generale, caratterizzata - là dove il fascismo viene assunto come modello generale designante movimenti dittatoriali o autoritari - da elementi quali la tolleranza, la libertà, il rispetto dei diritti umani, l'uguaglianza, la giustizia; oppure, in senso più rigoroso, come reazione morale e politica di gruppi e partiti contro la dottrina e la prassi del fascismo-regime.
Nell'esperienza italiana si assiste a un'evoluzione dell'anti-fascismo: inizialmente legato alle esperienze clandestine della prima fase del regime, si manifestò nell'azione di nuclei antifascisti presenti nelle carceri e nelle località di confino, di organizzazioni comuniste nelle fabbriche e nel territorio e, a livello internazionale, di fuorusciti. In questo periodo il movimento antifascista non possiede ancora una opzione ben definita sulle questioni dottrinali e sulle strategie di lotta. Negli anni Trenta, con l'avvento di Adolf Hitler al potere in Germania e la svolta antifascista dell'Internazionale comunista (Komintern), si assiste alla polarizzazione del dissidio destra/sinistra che sfocerà in una maggiore coesione dell'antifascismo. La guerra civile spagnola costituisce il primo terreno di prova dell'antifascismo internazionale; sul piano interno, è con le leggi razziali e poi con la Resistenza che si sperimenta sul campo l'unione temporanea di posizioni diverse in vista del risultato comune della liberazione del territorio nazionale dal nazifascismo.
La Resistenza, nata come fenomeno spontaneo, accelera la saldatura tra le varie forze politiche, attraverso la guida unitaria dei Comitati di liberazione nazionale. Essa si diffuse sia come fenomeno passivo di non collaborazione sia attraverso l'azione della guerriglia partigiana (propaganda clandestina, scioperi e attentati, attacchi alle infrastrutture logistiche) al fine di paralizzare l'amministrazione dell'occupante. Nell'esperienza italiana la Resistenza fu anche guerra civile, e in tal senso determinò una profonda frattura nel tessuto etico-sociale del paese.
L'identità antifascista si concentrò allora su due obiettivi: quello liberale, della difesa delle libertà politiche e civili contro il regime conservatore, e quello socialista, della difesa del movimento operaio contro il fascismo eversivo classista. Un tentativo di combattere contemporaneamente per tali obiettivi fu attuato dal Partito d'azione; ma ultimata la fase della liberazione, esso si rivelò inidoneo a realizzare un disegno politico concreto. L'assioma fascismo = antidemocrazia sta a fondamento di quello antifascismo = democrazia, per cui la nostra democrazia repubblicana ha avuto innanzitutto un'identità antifascista.
Voce a cura di Gisella Longo
tratta dal CD Rom
Novecento italiano. Documenti per la storia delle idee e della società
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