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Fumo, alcol e droghe.




5. Allarme fumo

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“Allarme fumo” è la giusta segnalazione dei rischi legati alla nicotina contenuta nelle sigarette. La nicotina influisce sul nostro organismo e sulle nostre abitudini: si tratta di una droga perché crea dipendenza psichica. Secondo studi scientifici, a distanza di 10 secondi dai primi “tiri”, la nicotina raggiunge il cervello dove fa alzare il livello delle sostanze responsabili dell’assuefazione come la dopamina, un “neuro - trasmettitore del piacere”. A questo punto le cellule nervose mandano al cervello un messaggio analogo a quello che inviano le cellule di chi assume eroina, cocaina, anfetamine e alcol: senso di appagamento, di euforia e di soddisfazione. Di solito, la dopamina prodotta viene poi demolita dall’enzima mao-B ma nel fumatore la nicotina interviene ad impedire all’enzima di svolgere il suo compito. Così il senso di piacere si prolunga e quando infine viene riassorbita e si esaurisce, basta fumare ancora per far ricominciare il ciclo perverso.
La differenza tra nicotina ed eroina sta nel potenziale di dipendenza: se infatti la nicotina è più tossica dell’eroina, questa è più coinvolgente perché, oltre agli effetti gratificanti, ha più marcati effetti cognitivo-incentivi rispetto alla nicotina. Il significato emotivo che, attraverso la dopamina assumono gli stimoli, è amplificato con l’eroina.
Il fumo è una forma mimetizzata di suzione, al pari del pollice, della cicca, della bottiglietta di birra, del chewing gum aiuta a contenere l’ansia, al pari di altre droghe, dell’alcol, della discoteca, e persino della famiglia. Il fumo genera anche una sorta di schiavitù dei gesti e delle abitudini. Tipiche sono le frasi del fumatore: “Se non ho una sigaretta mi sento impacciato, non so dove mettere le mani”.
La nicotina è uno dei più rapidi e potenti veleni che si conoscano (contiene benzene, benzopirene, formaldeide, cloruro di vinile e altre sostanze). Ne bastano 60 milligrammi per uccidere un adulto in pochi minuti (una sola sigaretta ne contiene 10 milligrammi) e quindi sarebbero sufficienti poche sigarette per provocare gravi malesseri se l’organismo dei fumatori abituali non si fosse assuefatto a tollerane quantità anche maggiori. Malattie a breve termine: nausea, vomito, aumento del colesterolo, della pressione, degli atti respiratori, delle pulsazioni, dell’acidità gastrica (anche ulcere allo stomaco), della motilità intestinale (diarrea), dell’adrenalina, palpitazioni, tosse, tremori alle mani, restringimento delle arterie...
Malattie a lungo termine: cancro della cavità orale, della gola, dell’esofago, del polmone (che colpisce anche i fumatori passivi), del pancreas, dei reni, della vescica, dell’utero, bronchite cronica, asma, enfisema, attacchi cardiaci, arteriosclerosi, ictus, ulcera duodenale, varicocele, impotenza, amenorrea, parto prematuro. Probabile accelerazione della caduta dei capelli, maggior rischio di cataratta agli occhi, ingiallimento dei denti, invecchiamento della pelle....
Qualche statistica sui fumatori:
l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (ISS) effettuano periodicamente statistiche sull’uso del tabacco in Italia. Tra il 1999 e il 2005 si è verificato un netto incremento dei fumatori nelle fasce di età 14-16 anni e 17-19 anni. Per i maschi si è registrato un incremento del 33% nel primo gruppo e del 26% nel secondo mentre le femmine hanno toccato punte rispettivamente del 70% e del 40%. Se fino a circa 5 anni fa la percentuale dei ragazzi fumatori era superiore di quella delle ragazze, oggi l’andamento di crescita di queste ultime nella fascia 14-16 anni ha subito una vera accelerazione fino a superare la percentuale dei ragazzi fumatori (28% delle ragazze contro 24% dei ragazzi). Il maggior incremento di fumatori si registra in particolare tra i 14 e i 16 anni in corrispondenza del passaggio dalle scuole medie inferiori alle medie superiori.
Inoltre i dati rilevano che un adulto su tre non è a conoscenza dell’esistenza della legge - risalente addirittura al Regio Decreto del 1934 - che vieta la vendita delle sigarette ai minori di sedici anni.
A fronte di questi dati, la LILT (Lega italiana di lotta contro i tumori) si è impegnata nella lotta al tabagismo.  La Lega propone dei Centri Antifumo dove si svolgono percorsi di disassuefazione; essi hanno lo scopo di dissuadere dall'abitudine del fumo attraverso una metodologia psicologica comportamentale che si serve anche di terapie di gruppo rigorosamente guidate da specialisti in problematiche legate al tabagismo. Da soli non tutti riescono a smettere di fumare e diventa importante sapere di poter contare sul supporto di esperti che aiutano a superare la dipendenza psicologica dalla sigaretta.





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